Ringraziamenti

Permettetemi un inizio… come dire… confidenziale! Lo faccio un po’ per esorcizzare, dato che sono emozionata, un po’ perché non esistono molti stili, a mio avviso, adatti a ringraziare di cuore chi sta rendendo possibile questo progetto. Grazie a mio marito, Cristian, che ascoltando pazientemente le mie richieste ha realizzato il sito e che realizzerà ancora molte cose per me. Grazie di cuore a tutte le mie amiche ed i miei amici perché, chi consapevolmente e chi no, mi hanno indicato la strada da seguire quando l’ho perduta. Grazie ai miei genitori e ai miei fratelli: mamma Carla, papà Nicola, Adriano e Lorenzo perché sono la mia meravigliosa famiglia. Grazie a tutti quelli che leggeranno perché, probabilmente, mi indicheranno un altro tratto della strada da percorrere.
Il mio primo articolo coincide con il manifesto del blog. Le date che troverete qui sotto risalgono a qualche mese fa. È da tempo, infatti, che cerco di partire con il Reality Blog, ma, come per tutte le cose fatte con passione, spesso non si dispone del tempo che si desidererebbe dedicare loro. Non ho voluto, tuttavia, modificare i miei primi pensieri o falsarne le date. Ciò capiterà spesso in questo Reality Blog.
Molto del tempo è stato inoltre dedicato ad alcune ricerche per rendere accessibile questo sito. Buona lettura…

 

FLASHBACK

Brescia, 19 giugno 2013

Finalmente il caldo. Io lo adoro, adoro quell’afa insopportabile che ti fa percepire 40 gradi anche se ce ne son di meno -almeno così dicono i telegiornali-, quell’afa che, quando esci dall’aria condizionata dell’ufficio, ti colpisce come un muro di gomma, quell’afa che, però, ti scalda il sangue e ti fa vedere tutto a colori vivaci dopo che hai sopportato il pungente freddo grigio dell’inverno.
Mi piace camminare nell’afa, attraversare il sole e l’ombra, scendere in metropolitana e tornare a casa. Ed oggi sono a casa…

Brescia, 26 agosto 2013

Reality Blog, il ‘blog della realtà’.
Quando ho avuto l’idea di questo titolo per il blog, ho avuto anche qualche dubbio iniziale: ho pensato che suonasse banale e che facesse pensare ai Reality televisivi. Poi, però, mi sono convinta: non era certo colpa mia se avevo bisogno della parola reality e che ne avessi bisogno nonostante tutto, nonostante, poverina, si sia abusato parecchio di lei, tanto che ora è quasi svuotata del suo suono, del suo significato, della sua forza.
Reality, come il Grande Fratello o l’Isola dei Famosi. Già, come se quei format televisivi davvero raccontino la realtà: nel mondo perfetto, fatto di tutti magri, tutti intelligenti, tutti sani e tutti interessanti che ci propina la società di oggi, non c’è posto per la realtà, quella vera, quella fatta di persone in carne, ossa e pensieri, quella fatta di famiglie che si vogliono bene, quella fatta di chi deve risolvere tanti problemi e lo fa con il sorriso sulle labbra, e non per un periodo di tempo che dura una stagione televisiva, né tanto meno per avere un premio in denaro che li sistemi per la vita. No, no. Le persone reali fanno le cose per vivere, per sentirsi realizzate, per offrire opportunità ai propri figli come a loro sono state offerte dai propri padri e dalle proprie madri. Fanno: fanno perché se non lo fanno loro non lo fa nessun altro, fanno per aiutare qualcuno, fanno per se stesse, fanno per davvero.
Questa premessa mi era davvero necessaria: non ho resistito alla tentazione di giustificare al pubblico il title del mio blog. E poi mi era necessaria per spiegare, per quanto possibile, il motivo per cui ho deciso di raccontare ciò che qui si leggerà. Desidero raccontare la mia realtà. E tengo a specificare che, una riga più sopra, non ho usato per caso una forma impersonale: ‘si leggerà’, sì, e non ‘leggerete’, perché anche io leggerò per prima con tutti voi.
A questo punto, mettendomi io stessa nei panni del lettore, mi chiederei: “che cosa di tanto interessante potrà avere mai la realtà di codesta Daniela da essere condivisa in un blog?”. In effetti devo spiegarlo, perché con tutto quello che si legge sulla rete, facebook compreso, dove molti raccontano la propria realtà, date le premesse di questa pagina, sempre restando nei panni del lettore, avrei davvero paura di dover leggere, semplicemente in un modo più approfondito, la daily routine di una perfetta sconosciuta, il che, di questi tempi, mi spingerebbe a cercare altro da fare, considerando la fatica che si fa a correre dietro alla propria di daily routine.
Ecco, no. Io non penso di poter dare un contributo a chi vorrà leggere le mie pagine con me raccontando la mia quotidianità, ma davvero, con tutto quello che ne conseguirà, io desidero condividere la mia realtà.
Sono nata a Brescia il 12 ottobre 1981, sono abbastanza carina, tutti mi dicono che ho due occhi fantastici. Belli, sì, modestamente è vero. Come si dice però? “Chi bella vuole apparire, un po’ deve soffrire”. Ecco quindi che a compensare le sfumature azzurro-grigio di un bel taglio vagamente a mandorla, arriva una retina tutta sbagliata che però, nel bene e nel male, farà parte di me tutta la vita.
All’età di 5 anni, all’inizio della scuola elementare, i miei genitori, che prima non avevano mai avuto sospetti a causa della mia vivacità, che solitamente si ripercuoteva furbescamente sul mio fratellino minore, notarono che leggevo troppo appiccicata al sussidiario scelto per noi primini dalla maestra Marisa.
Niente panico ovviamente! In famiglia la miopia la fa da padrona. Un controllo dall’oculista e un paio di occhiali sicuramente risolveranno tutto. Tuttavia, poiché già da piccola amavo distinguermi, la mia buona stella non avrebbe mai permesso che io mi trasformassi in una delle tante bambine con gli occhiali prese in giro dai compagnucci di classe. Volete mettere una bella retinite pigmentosa? Ah sì, e probabilmente alcune delle caratteristiche che presenta la mia retina possono rientrare nella sindrome di Stargardt. Non ho ancora capito nemmeno io esattamente di cosa si tratti. All’atto pratico sono stata ipovedente (cioè con un residuo visivo che nel mio caso era di 1/20 per occhio) fino ai 25 anni, poi un giorno ho deciso di cambiare look: sono andata dalla parrucchiera e ho deciso di provare a fare la frangetta. Che c’entra? Be’, quella settimana continuavo a spostarmi la frangetta da davanti agli occhi. Era diventato un gesto automatico, fino a che un giorno mi sono resa conto che in realtà non avevo i capelli negli occhi. Aveva cominciato ad ingrandirsi la mia macchia centrale e non ha mai smesso.
È dal 2006 che sono non vedente, pur conservando la percezione della luce e dell’ombra. Sono passati un po’ di anni ormai, ma ancora oggi mi sento in una situazione provvisoria. Vivo nella convinzione che in realtà prima o poi qualcosa cambierà anche se so che non è così. Sono tendenzialmente una persona solare, ma quando mi sono fermata intorno al 2008 a riflettere sul fatto che forse non sarebbe stata una situazione provvisoria mi sono sentita come se mi stesse passando sopra un treno. Ora sto meglio, ma in un certo senso sono rimasta sdraiata sulle rotaie a riflettere sullo shock del passaggio del treno.
Inutile negarlo… la cosa mi fa veramente arrabbiare e poiché ritengo di essere una giovane donna intelligente, privata, sì, di alcune possibilità, ma arricchita da tante altre, ho deciso di raccontarmi…

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    9 Comments

    1. … è proprio vero, non si sa mai nella vita!!!

      • è vero amore! Se poi penso a noi due! Grazie.

    2. ed ora che hai rotto il ghiaccio chi ti ferma!?! vai Dani!!!
      Alla prossima lettura,
      Bobo

      • Grazie Bobo!! Un bacione.

    3. Ciao! Complimentissimi per l’idea e l’intraprendenza!! Noto anche e soprattutto un talento fatto di parole,testi e pensieri:)..Ho iniziato a leggere incuriosito e in un lampo mi trovo a fondo pagina..brava.
      A presto!
      Mattia

      • Grazie Mattia! Spero di essere in grado di raccontare al meglio quanto può essere bella la vita di una giovane donna disabile… grazie al mio impegno nel vivere al meglio le opportunità, ma soprattutto grazie alla fiducia che ripongono in me le persone che sanno andare oltre i pregiudizi!! E non per mania di protagonismo -un pochino magari sì! ;)-, ma perché spero che possa essere una bella storia per tutti e spero di poter essere utile ad altri non vedenti che non hanno avuto le mie stesse possibilità! Vedremo come va!

    4. Daniela sei spettacolare quando scrivi, sentivo la tua voce come se quelle parole le stessi leggendo tu.

      Complimenti davvero per essere riuscita a realizzare con successo anche questo traguardo!

      • La mia Franciiii! Grazie di cuore. Già, finalmente sono riuscita a partire. Adesso spero che il viaggio continui… e voglio stare in terza classe… così ci divertiamo di più! Un bacio.

    5. complimenti sei brava con la scrittura come con la parlata (che non ti manca) quando ti si legge si arriva al termine che nemmeno te ne accorgi. Continua!!!!!!

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